Casa Anziani Poschiavo

..............sentirsi a casa , circondati da affetto e umanità  nel pieno rispetto della propria sfera privata!

Via da Sotsassa - 48, 7742 Poschiavo (GR) Svizzera    

Tel.: 0041-(0)81- 839 01 01 /  Fax.: 0041-(0)81-839 01 00   

  E-mail: info@casaanziani.ch       

ASPETTI STORICI

Le origini del Monastero di SANTA MARIA AL TEMPIO PRESENTATA a Poschiavo risalgono al 1629 quando il parroco di S. Vittore a Poschiavo, Don Paolo Beccaria inoltra regolare domanda al Vescovo di Como, Mon. Lazzaro Carafino, allo scopo di andare incontro alle urgenti necessità pastorali della valle, assecondando il desiderio di alcune giovani zelanti per consacrarsi ad una vita di maggior perfezione raccogliendosi a “vita comune” a servizio della Chiesa, secondo gli statuti delle Orsoline. L’atto di erezione della casa S. Orsola a Poschiavo fu steso in Como il 18 novembre 1629. In seguito, le Regole vigenti si rilevarono insufficienti e sotto la guida del Parroco di Poschiavo, Don Benedetto Lacqua, le suore Orsoline:
 “Aspirarono a maggior perfezione del loro stato e per opera e consiglio di Santi Religiosi, cominciarono a studiare e vivere lo spirito dell’Ordine di S.S. Agostino e il giovedì 6 luglio tutte le suore della casa di S. Orsola di Poschiavo, accettarono ufficialmente la Regola del glorioso Vescovo e Dottore S. Agostino, sotto il titolo della Beatissima Vergine al Tempio Presentata e fecero tutte la professione solenne accettando la clausura in quanto potessero”.

Nonostante la clausura le Suore continuarono ad essere impegnate in attività pastorali e nell’insegnamento.

La legge della clausura rimase in vigore fino al 1925, ma negli ultimi anni, per le particolari necessità della zona e per altre vicende religiose e sociali, il Monastero si trasformò in Congregazione di vita apostolica di diritto diocesano.

Il carisma era di: “MANTENERE E PROMUOVERE LA FEDE”.

Le Monache continuarono il loro cammino nella vita contemplativa e nell’anno 1910 un gruppo di Poschiavini si recarono dal Vescovo di Coira per chiedere che le Monache potessero uscire dalla clausura per la cura a domicilio dei malati.
Mons. Giorio Schmid, Vescovo di Coira, sottopose questa richiesta alle Monache del Monastero e dopo aver dato il loro consenso le stesse cominciarono a prestare questo primo servizio in ambito sanitario. Oggi questo servizio si chiamerebbe “Servizio Spitex”.

Dopo più di 200 anni di vita di clausura, questo fu un grande passo molto coraggioso e la loro apertura ai segni dei tempi ha permesso a quelle prime Religiose di concretizzare, con la loro presenza, il bene per la nostra gente mettendosi al servizio dei malati e dei bisognosi. Dopo un periodo di circa otto anni, il Vescovo di Coira Giorgio Schmid, acconsentì che le Suore gestissero un piccolo ospedale in una casa privata a La Rasiga.
Nel 1929 fu inaugurato l’ospedale San Sisto che fu ampliato nel 1960. Per ben 60 anni questo complesso ospedaliero venne gestito dalle Suore Agostiniane e nel 1991 ceduto ai Comuni di Poschiavo e di Brusio.

Il progresso della medicina, l’igiene e il benessere generale, hanno contribuito al superamento di molte malattie e al prolungamento dell’aspettativa di vita. Questo fu un motivo di urgente necessità che spinse le Suore a costruire la Casa Anziani per andare incontro al bisogno d’aiuto sempre più impellente delle persone anziane. Questa costruzione fu edificata nel 1983 sulle mura della vecchia scuola privata del Monastero con la capacità di accogliere un settantina di ospiti.

La congregazione era già impegnata nella cura e l’assistenza di persone anziane in altre case di riposo e dopo il Concilio Vaticano Secondo anche la costituzione religiosa fu riveduta inserendo quanto segue:

Costituzione, paragrafo 120 – 121

Case di riposo

120. Profondamente sentita e apprezzata sia pure l’assistenza alle persone anziane tenendo presente l’obbligo di diventare generosamente prossimi di ogni uomo ed in particolare di prestare servizio agli anziani e agli abbandonati. La nostra cura verso queste particolari membra di Cristo sia soprattutto spirituale, fatta di comprensione e di sacrificio. Ma non dovrà mancare neppure una sufficiente capacità di assistenza infermieristica.

121. Ogni assistito dovrebbe trovare nel personale tanto calore umano, particolarmente richiesto dall’età, oltre ad un ambiente confortevole; le Suore siano così aperte e consapevoli delle situazioni da badare al fatto che la presenza di queste persone è anche un’occasione continua e preziosa di arricchimento per la religiosa stessa.