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Il carisma era di: “MANTENERE E PROMUOVERE LA FEDE”.
Le Monache continuarono il loro cammino nella vita contemplativa e nell’anno 1910 un gruppo di Poschiavini si recarono dal Vescovo di Coira per chiedere che le Monache potessero uscire dalla clausura per la cura a domicilio dei malati. Mons. Giorio Schmid, Vescovo di Coira, sottopose questa richiesta alle Monache del Monastero e dopo aver dato il loro consenso le stesse cominciarono a prestare questo primo servizio in ambito sanitario. Oggi questo servizio si chiamerebbe “Servizio Spitex”.
Dopo più di 200 anni di vita di clausura, questo fu un grande passo molto coraggioso e la loro apertura ai segni dei tempi ha permesso a quelle prime Religiose di concretizzare, con la loro presenza, il bene per la nostra gente mettendosi al servizio dei malati e dei bisognosi. Dopo un periodo di circa otto anni, il Vescovo di Coira Giorgio Schmid, acconsentì che le Suore gestissero un piccolo ospedale in una casa privata a La Rasiga. Nel 1929 fu inaugurato l’ospedale San Sisto che fu ampliato nel 1960. Per ben 60 anni questo complesso ospedaliero venne gestito dalle Suore Agostiniane e nel 1991 ceduto ai Comuni di Poschiavo e di Brusio.
Il progresso della medicina, l’igiene e il benessere generale, hanno contribuito al superamento di molte malattie e al prolungamento dell’aspettativa di vita. Questo fu un motivo di urgente necessità che spinse le Suore a costruire la Casa Anziani per andare incontro al bisogno d’aiuto sempre più impellente delle persone anziane. Questa costruzione fu edificata nel 1983 sulle mura della vecchia scuola privata del Monastero con la capacità di accogliere un settantina di ospiti.
La congregazione era già impegnata nella cura e l’assistenza di persone anziane in altre case di riposo e dopo il Concilio Vaticano Secondo anche la costituzione religiosa fu riveduta inserendo quanto segue:
Costituzione, paragrafo 120 – 121
Case di riposo
120. Profondamente sentita e apprezzata sia pure l’assistenza alle persone anziane tenendo presente l’obbligo di diventare generosamente prossimi di ogni uomo ed in particolare di prestare servizio agli anziani e agli abbandonati. La nostra cura verso queste particolari membra di Cristo sia soprattutto spirituale, fatta di comprensione e di sacrificio. Ma non dovrà mancare neppure una sufficiente capacità di assistenza infermieristica.
121. Ogni assistito dovrebbe trovare nel personale tanto calore umano, particolarmente richiesto dall’età, oltre ad un ambiente confortevole; le Suore siano così aperte e consapevoli delle situazioni da badare al fatto che la presenza di queste persone è anche un’occasione continua e preziosa di arricchimento per la religiosa stessa.
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